venerdì 28 marzo 2008

Un guerriero della luce

Ogni guerriero della luce ha avuto paura di affrontare un combattimento.
Ogni guerriero della luce ha tradito e mentito in passato.
Ogni guerriero della luce ha imboccato un cammino che non era il suo.
Ogni guerriero della luce ha sofferto per cose prive di importanza.
Ogni guerriero della luce ha pensato di non essere un guerriero della luce.
Ogni guerriero della luce ha mancato ai suoi doveri spirituali.
Ogni guerriero della luce ha detto ‘sì’ quando avrebbe voluto dire ‘no’.
Ogni guerriero della luce ha ferito qualcuno che amava.
Perciò è un guerriero della luce: perché ha passato queste esperienze, e non ha perduto la speranza di essere migliore.

Paulo Coelho

sabato 15 marzo 2008

Sono tornato

Passano dei mesi, senza neanche farci caso, e non succede niente nel frattempo? Tutt'altro, succede di tutto, nel piccolo universo che è la vita di ciascuno di noi trascorrono ere geologiche e relativi tumultuosi mutamenti di paesaggio, però... carsicamente scompariamo e improvvisamente ritorniamo alla luce.
Ho capito a cosa serve un blog, finalmente. Aperto per curiosità, l'ho abbandonato per mancanza assoluta di tempo e per la maturata convinzione che la vita va vissuta, anzichè descritta, dovendo scegliere.
Ma continuando a leggere, curiosare ed interessarmi, mi sono imbattuto in www.slog.us mi ha dato più di un motivo di riflessione; innanzitutto molte sue idee sono anche le mie, poi ho realizzato che il blog può essere prima di tutto un registratore digitale dei propri pensieri, un promemoria e uno stimolo per se stessi. Peccato di vanità, lo ammetto, ma pur sinceramente condividendo tutto quello che ho scritto, non nascondo di averlo buttato giù pensando a voi lettori.
D'ora in poi sarà questa la finalità principale di questo spazio: un notes informatico delle mie passioni, scritto per me.
ciao

lunedì 8 ottobre 2007

Non ho l'età...


Ecco, è successo di nuovo: la prima volta è stato con Renato Zero e - dopo avere pensato di
postare qualcosa - mi sono represso bollando il fenomeno come passeggero (non mi è mai piaciuto lui e detestavo i sorcini che gli andavano dietro!).

Invece stasera mi è capitato ancora: ascolto "vedrai Vedrai" di Tenco, cantata da Mauro Ermanno Giovanardi [ http://www.youtube.com/watch?v=lnI8eohuaco ] e mi commuovo, cioè non solo la ascolto, ma tutti i miei sensi la captano e con empatia vivo le emozioni che contiene, mi immedesimo e soffro. Non sono depresso, non sono triste, anzi "sono ottimista sul futuro del pessimismo" : non credevo di essere ancora capace di commuovermi con una canzone.

(per la cronaca, quella di Renato Zero era "La favola mia" http://www.youtube.com/watch?v=0igmjRJnAfA ).

mercoledì 3 ottobre 2007

La via maestra

Ma noi, la pubblica opinione, abbiamo veramente sempre
un'opinione su tutto?

Sappiamo sempre cosa dire su ogni argomento che guadagna le prime pagine dei giornali (o anche le seconde)?

Perchè io mi sforzo di avere una posizione originale su certe questioni, ma il più delle volte mi accontenterei di averla, una posizione (anche banale). Il punto è che per capire come stanno veramente le cose ci vuole tempo, e bisogna consultare diverse fonti, e acquisire del materiale e poi, dopo averlo "mangiato", digerirlo.

E' un po' come quando andavamo a scuola (e magari alcuni di voi ci vanno ancora): ci voleva
tempo affinchè le informazioni si sedimentassero nella parte "dura" del cervello. Poi penso che ognuno di voi abbia avuto l'esperienza di questo fatto: quando un giornale o la TV parla di qualcosa che conosci bene, ti rendi conto di quanto l'informazione sia generalizzante, grossolana e imprecisa.

Se è così su di me, lo sarà anche sul resto. I dibattiti, i forum e le tavole rotonde non aiutano, se chiamano a parteciparvi modelle, stilisti, calciatori e varia umanità da tappezzeria, lo diceva in modo molto divertente la Litizzetto http://www.chetempochefa.rai.it/TE_videoteca/1,10916,1082698,00.html
l'altra sera. Quindi? La soluzione è dichiararsi ignoranti in tutti gli argomenti sui quali non si è stati in grado farsi un'opinione, serenamente e senza complessi.

domenica 30 settembre 2007

Senza fede


"Siamo circondati dal mistero, sento di essere arrivato alla fine della vita senza avere trovato una risposta alla domanda ultima. La mia intelligenza è umiliata, ed io accetto questa umiliazione, ma non cerco di sfuggire ad essa con la fede"
(Norberto Bobbio)

giovedì 27 settembre 2007

Vita vissuta

Dopo una giornata di digiuno intellettuale ed emotivo, provo l'intenso desiderio di appagare in qualche modo i miei sensi: immagino (ahhh Grenouille!) di afferrare la scia di profumo di una donna che mi passa accanto; scavo nella mente per ritrovare un'istantanea fissata nel ricordo, il ricordo di un'immagine talmente bella da risultare quasi dolorosa; mi faccio distrarre da qualche nota che suona alla radio, una vecchia canzone evocatrice anch'essa di ricordi piacevoli.
Come qualcuno ha detto (forse Pennac? forse Calvino?) è più bello rileggere che leggere, salvo che bisogna aver letto, per poter rileggere. Così non suoni un'offesa alla vita il fatto paradossale che - talvolta - il ricordo di un'emozione possa risultare emotivamente più struggente dell'esperienza reale. Il ricordo è come un vino stagionato (il vino, ecco un'altra esperienza sensoriale potentissima!): invecchiando migliora.
Aspetto con ansia il commento del neurobiologo che mi distrugga il film, annunciandomi che è tutta una questione di chimica e di sinapsi...

lunedì 17 settembre 2007

Danilo Dolci, il Gandhi italiano

"L'universo cresce attraverso la diversità e l'unità.
L'evoluzione procede entro la comunicazione: il comunicare delle parti incrementa dall'intimo l'insieme. L'intimo processo del comunicare trasforma ognuno.

Nell'epoca in cui la comunicazione può divenire mondiale penetrando ogni aspetto della vita, è necessario lavorare con - e non contro - il processo evolutivo. Occorre dunque imparare a interpretarsi gli uni con gli altri creando intime relazioni in cui si scambino senso e significato, ove chi si esprime e ascolta nella reciprocità si trasforma. Questa è una sfida per l'educazione in primo luogo. Il processo di comunicazione, in cui ognuno risulta educatore-educando, richiede che ognuno comprenda questo processo permettendo a ognuno di crescere insieme ad ognuno, formando gruppi e sistemi diversi ma condividenti l'unità.

Affinchè questa necessità si esaudisca, occorre si diffondano strutture nella cui maieutica reciproca - come operano i vari gruppi con Danilo Dolci - i punti di vista e le intuizioni si trasformino in una nuova esperienza. Questi laboratori possono arricchire la mente e l'anima delle nuove generazioni dal basso generando la spinta evolutiva. Creando quanto prima una cosciente e complessamente determinata unitarietà in questo piccolo pianeta"



Sto approfondendo la conoscenza di questo grande uomo, ogni indicazione sarà bene accetta. Per ora, il pensiero di Laszlo mi è sembrato riassumere bene ciò che di Dolci mi ha catturato.

domenica 16 settembre 2007

Castello di Collalto, non solo Prosecco

L'ultima volta che ci sono stato, a Susegana, è stato per una Mostra del Prosecco, molto molto gustosa. Oggi ci sono tornato per una Fiera dei Piccoli Editori, dove ho fatto un po' di spesa (peccato non avere potuto fare altrettanto 3 anni fa):
1. "Una vita tranquilla" di Daria De Pellegrini - Robin Editore
2. "un lottatore senz'armi: mio padre" di Miriam Schrò D'Agati - Zephyro Edizioni
3. "Tecniche di controllo mentale" di Matteo Rampin - Aurelia Edizioni
4. "Sognando Maldini" di Fatou Diome - Edizioni Lavoro
Se interessa, ma anche se non, pubblicherò personale recensione.

Danilo Dolci

« Se l'occhio non si esercita, non vede.
Se la pelle non tocca, non sa.
Se l'uomo non immagina, si spegne. »
Danilo Dolci "Il limone lunare"